Perché pubblico su piattaforme diverse

pubblico-su-piattaforme-diverse

Quando ho iniziato a pubblicare la Notte Inquieta pensavo che il problema fosse trovare il posto giusto dove farlo. Cercavo un pubblico, ma nessuno mi conosceva.

L’era dei blog

Eravamo nell’epoca d’oro dei blog, un tempo ormai decisamente perso nel passato. Allora tutti aprivano un blog e alcuni fortunati in questo modo fecero anche fortuna.
Decisi di provare.
Se non erro il primo blog lo creai su Blogspot/Blogger
Ma presto mi convinsi che il mio progetto stava stretto in una struttura del genere.
Certo potevo pubblicarci i racconti, e volendo anche qualche approfondimento, ma sentivo il bisogno di un vero e proprio sito con delle pagine che avrei dovuto arricchire con tanto materiale di riferimento.
Mi sentivo stretto.

Il primo sito

Così è nato il sito www.notteinquieta.it
Che per tanto ha ospitato nel suo blog i miei racconti, ma che ancora oggi non è sviluppato come vorrei (ci sto lavorando).
In questo modo avevo creato una casa molto più ricca per il mio progetto, ma facevo ancora più fatica a intercettare pubblico che non mi conosceva.
Anche perché scoprii che Notte Inquieta è anche il titolo di un bellissimo libro sulla seconda guerra mondiale.
Avevo fatto un deciso upgrade nella forma, ma con uno svantaggio critico sulla visibilità.
Anche il sito non era lo strumento ideale per la mia saga.

Il web 2.0

Arrivò poi l’era dei social network che mi diede un po’ di visibilità, ma i miei contenuti erano talmente di nicchia che faticavano a ritagliarsi uno spazio anche in quel mondo così vivace e spumeggiante (a quei tempi). O forse ero io a non saperci fare abbastanza.
Di fatto non si produsse alcuna reale svolta.
I social potevano essere un amplificatore, ma non erano la risposta alle mie esigenze.
Nonostante ciò non mi arresi e pubblicai ben due “raccolte di racconti” (meh) e ne cominciai altre, prima di fermare la pubblicazione perché non stavo raggiungendo il mio obiettivo.
Un giorno decisi che era arrivato il momento di fermare tutto, rendendomi conto che dovevo muovermi con più strategia se volevo arrivare da qualche parte.

Il nuovo corso

Non esiste un luogo perfetto per ogni contenuto.
È questa la conclusione a cui sono arrivato dopo aver analizzato tutta la strada fatta. Ogni canale e ogni spazio ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli.
Ogni piattaforma ha caratteristiche diverse, pubblici diversi e perfino modi diversi di essere letta.
E io stavo puntando tutto su qualcosa di nascosto ai più, difficile da trovare, anche se presente sui social.
Non ero stato molto furbo.

Però il progetto e la scrittura non si erano mai fermati del tutto, e più il progetto cresceva dietro le quinte, più mi accorgevo che alcuni contenuti sembravano trovarsi meglio altrove.
I racconti lunghi funzionavano bene in certi contesti, mentre i frammenti in altri. Inoltre potevano essere interessanti anche le riflessioni sul progetto, ma non mescolate ai racconti.
Così, un giorno ho deciso di ripartire con la pubblicazione e di sbarcare su nuovi canali, un po’ all’avventura e un po’ no.
Avevo cercato di capire cosa poteva funzionare e dove, valeva la pena almeno di fare un esperimento.
E così la Notte Inquieta ha iniziato a distribuirsi.
I frammenti sono finiti su Tumblr. I racconti intrecciati su AO3, i dialoghi teatrali su Medium, le riflessioni sul blog ufficiale. Un racconto a flusso sperimentale su Wattpad. L’idea era testare, raccogliere dati, cercare contatti.

Poi sono arrivati GitHub, Internet Archive, Obsidian… ma questa è un’altra storia che riguarda più la complessità.

A prima vista sbarcare su varie piattaforme molto diverse potrebbe sembrare una complicazione inutile.
In realtà per me è stato abbastanza naturale.
Ogni piattaforma ha iniziato a svolgere un ruolo preciso, visto che non pubblico la stessa cosa ovunque. E i dati che sto raccogliendo mi raccontano che forse sul lungo periodo raggiungerò i miei obiettivi.

Conclusioni

Oggi sto ancora cercando di capire quale sia il luogo più adatto per un determinato contenuto.
Sono alla ricerca di reazioni e impressioni. Cerco il mio pubblico attraverso la forma della mia creazione.
Considero il sito di Notte Inquieta come il cardine di un vero e proprio ecosistema. Un organismo vivo composto da un insieme di contenuti che vivono in luoghi diversi ma continuano a fare parte dello stesso mondo.
Naturalmente questo comporta qualche nuovo problema.
Bisogna evitare che i contenuti si disperdano troppo, si devono gestire le differenze di layout e leggibilità delle varie piattaforme e prevedere delle guide che orientino i visitatori.
Ma sono problemi che preferisco affrontare rispetto a costringere ogni cosa dentro lo stesso contenitore, magari neanche tanto visibile.

Perché non tutti i contenuti nascono per vivere nello stesso posto.
E forse questo vale anche per i mondi immaginari.

Commenti

commenti