Perché ho scelto OVHcloud per ospitare la Notte Inquieta

Perché OVHcloud

Nota: questo articolo non è frutto di una collaborazione o sponsorizzazione di alcun tipo. Dico solo le cose come stanno.

Quando ho deciso che la Notte Inquieta avrebbe avuto una casa propria sul Web, ho pensato in primis a uno spazio in casa d’altri: un blog o un sito statico in qualche servizio più o meno gratuito sul Web. È stato solo dopo qualche mese che mi sono reso conto che il mio progetto meritava uno spazio tutto suo in cui poter operare con le mani davvero libere. A quel punto ho realizzato che non sarebbe stato gratis e che era il caso di scegliere con attenzione.

Un dominio (l’indirizzo) da solo non bastava: serviva anche una struttura. Su consiglio di un collega e forte della mia esperienza (un tempo, tra le altre cose, realizzavo siti web personalizzati), ho deciso di rivolgermi a OVHcloud.
Dopo parecchi anni, ci sono ancora alcune ragioni per cui questa scelta continua a piacermi.

Una casa europea

OVHcloud è una società francese. Non è un dettaglio, soprattutto adesso.
Una parte enorme dell’infrastruttura digitale che utilizziamo ogni giorno dipende da aziende statunitensi. Non penso che utilizzare servizi americani sia un problema in sé — la stessa Notte Inquieta ne utilizza diversi — ma quando esiste una buona alternativa europea preferisco almeno prenderla in considerazione, anche per una questione di controllo e libertà.
Nel caso dell’hosting del sito, questa alternativa esiste ed è molto valida, quindi non ho esitato.

OVHcloud permette di scegliere infrastrutture all’interno dell’Unione Europea e, scegliendo una localizzazione europea, offre specifiche garanzie sul trattamento dei dati nell’ambito del GDPR. Posso quindi sapere dove vengono conservati e trattati i dati e mantenerli all’interno del quadro normativo europeo.

Evitare le gabbie

C’è poi un principio che torna continuamente nelle scelte tecniche della Notte Inquieta: voglio poter cambiare idea.
Non voglio che un singolo fornitore diventi indispensabile soltanto perché uscire dal suo ecosistema è tecnicamente troppo complicato.
OVHcloud parla esplicitamente di reversibilità e utilizza, in diversi servizi cloud, tecnologie open source e standard di mercato proprio per limitare il lock-in.
Naturalmente un trasferimento richiederebbe tanto lavoro, ma è tecnicamente fattibile senza danneggiare il progetto, proprio come volevo.

Un’infrastruttura che non occupa spazio mentale

Non voglio pensare continuamente all’hosting.
Voglio scrivere racconti, pubblicare articoli e continuare a raccontare questo universo.
L’infrastruttura deve rimanere dietro le quinte.

Non è una scelta definitiva

Come per quasi tutti gli strumenti che utilizzo, scegliere OVHcloud non significa decidere che la Notte Inquieta dovrà rimanere lì per sempre.
Nel frattempo, però, posso occuparmi più del contenuto che della struttura, mantenere il progetto su un’infrastruttura europea e sapere di potermene andare se sarà necessario o se dovessi cambiare idea.


Gli strumenti e le tecnologie descritti in questo articolo vengono utilizzati per costruire e conservare la saga narrativa Notte Inquieta.
Se vuoi vedere il risultato di questo lavoro visita la
Pagina delle Letture

Fonte immagine: pittura digitale astratta realizzata su Procreate, ispirata dall’articolo.

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