Quando si parla di conservazione digitale si pensa spesso ai backup, agli archivi o alle copie distribuite.
Ma c’è una scelta che può essere fatta ancora più a monte: il formato di file con cui salvare i sorgenti.
Per la Notte Inquieta ho scelto soprattutto un formato che è un’istituzione: il TXT.
Inoltre, per certi usi più specifici ho deciso di usare anche il Markdown.
Li ho scelti per la loro semplicità.
Il testo prima di tutto
Un file di testo semplice contiene, sostanzialmente, testo.
Pesa poco, non dipende da un particolare programma di videoscrittura, non richiede un’applicazione specifica per essere aperto e non porta con sé una struttura complessa che potrebbe diventare un problema in futuro.
Un file .txt scritto oggi può essere aperto praticamente ovunque, non è dipendente da alcuna applicazione, e teoricamente si potrà aprire “per sempre”.
È una scelta banale, ma proprio questa banalità lo rende interessante per un progetto che vorrei durasse nel tempo.
La Saga viene prima di tutto, quindi il formato non deve mai essere un problema.
Sul Markdown
Il testo semplice, da solo, ha però dei limiti.
La formattazione e i collegamenti richiedono una qualche forma di struttura.
Per questo, per il Vault e altri contenuti più strutturati ho scelto di usare il Markdown.
Il Markdown infatti mi permette di aggiungere questi elementi mantenendo però il file leggibile anche senza un programma che lo interpreti.
Anche se domani sparissero gli strumenti che uso oggi, il contenuto dei file sarebbe ancora comprensibile in entrambi i casi. Questo è esattamente il mio obiettivo.
Sulla gestione
I file di testo hanno anche un altro vantaggio: funzionano molto bene con Git.
Una modifica a un testo non viene trattata semplicemente come la sostituzione di un documento intero. Posso vedere quali righe sono cambiate, confrontare versioni differenti e seguire l’evoluzione del materiale nel tempo.
Per un progetto stratificato come la Notte Inquieta questo è utile.
Non sto conservando soltanto dei file. Sto conservando anche parte della loro storia.
Sulla trasformabilità
TXT e Markdown possono essere trasformati in HTML, PDF e molti altri formati con semplicità.
Questo significa che posso usare lo stesso testo per pubblicarlo sul web, inserirlo in un archivio, generare documenti oppure trasferirlo verso strumenti futuri senza partire ogni volta da un formato chiuso o complesso e da ripulire.
Per questo distribuisco una versione specifica di un’opera in PDF/A (per conservarne una versione editoriale stabile) ma, contemporaneamente, mantengo il sorgente in TXT e tutta la documentazione in Markdown.
Uno non sostituisce l’altro.
Tutto per lasciare un segno
La Notte Inquieta utilizza tanti strumenti più complessi, alla base di tutto, però, deve rimanere la semplicità di un testo pulito.
Se un giorno dovessi ricostruire tutto da capo, vorrei poter cominciare dalle parole.
E per farlo, un semplice file di testo è ancora un ottimo punto di partenza.
Gli strumenti descritti in questo articolo vengono utilizzati per costruire e conservare la saga narrativa Notte Inquieta.
Se vuoi vedere il risultato di questo lavoro visita la
Pagina delle Letture
Fonte immagine: pittura digitale astratta realizzata su Procreate, ispirata dall’articolo.