Perché sto archiviando una saga narrativa su Internet Archive

Notte Inquieta su Internet Archive

Quando, oltre un decennio fa, ho iniziato a pubblicare Notte Inquieta proprio su questo blog, pensavo che il problema principale del mio progetto fosse trovare lettori.
Ed era vero.
Trovare pubblico è molto diverso dallo scrivere ed è una missione difficile e, per Notte Inquieta, ancora in corso.

Però, col passare del tempo, ho acquisito la capacità di osservare il progetto in prospettiva e ho capito che esiste un problema ancora più grande per le pubblicazioni online:
fare in modo che le cose non spariscano.

Internet dà una strana illusione di permanenza.
Sembra infinito, stabile, eterno.
Ma la verità è molto diversa: Internet è fragile e quello che non scompare scivola velocemente nelle sue profondità, diventando sempre più difficile da ritrovare.

Le piattaforme possono chiudere. I social possono cambiare algoritmo. I siti possono essere abbandonati. Gli account possono essere eliminati.
I link possono rompersi. Chissà quanto materiale sparisce dimenticato.

Mi sono reso conto che gran parte della narrativa online vive in spazi che non controlliamo.
Spazi comodi, veloci, ma temporanei. E allora è successa una cosa curiosa:
ho iniziato a trattare Notte Inquieta non solo come una saga narrativa, ma come qualcosa da conservare.

Non nel senso nostalgico del termine (forse un po’ sì). Ma soprattutto nel senso tecnico.
Ho iniziato a chiedermi:

“Come faccio a fare in modo che gli scritti di questo mondo continuino a esistere anche se una piattaforma sparisce? Anche se io sparisco?”

Da lì la scelta di rivolgermi a una istituzione come Internet Archive.

Questa scelta ha cambiato la mia percezione del progetto e mi ha incoraggiato a pubblicare molto di ciò che avevo già scritto, perché avevo finalmente trovato uno spazio stabile per conservarlo.
In qualche modo questo ha cominciato a cambiare anche il modo di scrivere questi testi.

Infatti quando sai che i testi potrebbero sopravviverti, inizi a trattarli diversamente.
Quando sai che potrebbero essere recuperati in futuro da qualcuno che non conosci, inizi a pensare agli archivi in modo diverso.
Quando capisci che internet dimentica continuamente, la conservazione diventa parte dell’opera stessa.

Tutto questo, però, non nasce da una visione pessimista della rete e della tecnologia.
Al contrario.

Io amo internet e ci sono cresciuto dentro fin da quando occupava la linea telefonica di casa.
Sono da sempre un appassionato di tecnologia, in particolare Apple, e ormai disegno quasi esclusivamente su iPad.
Negli ultimi anni ho addirittura iniziato a confrontarmi con l’IA come supporto creativo e tecnico, cercando di usarla per dare il meglio al progetto senza rinunciare alla mia voce.

Sto cercando di capire come costruire opere che riescano a sopravvivere dentro il caos digitale contemporaneo. E ho la sensazione che questo sia solo l’inizio del discorso.
Per questo Notte Inquieta esiste su Internet Archive, e forse presto anche in altri posti.
È una questione di resilienza e di rispetto del proprio lavoro.

Se il sito sparisce, se la piattaforma sparisce, rimangono le copie archiviate in spazi pensati proprio per la conservazione.

Forse è deformazione professionale.
Forse è paura dell’oblio digitale.
Forse entrambe le cose.

Ma sempre più spesso penso che gli autori del futuro dovranno ragionare anche così:
non solo su cosa creare, ma su come permettere alle proprie opere di sopravvivere al tempo.

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